giovedì 27 gennaio 2011

Intestino o colon irritabile: una cura con antibiotici

intestino irritabile fonte drknp.com
La sindrome dell'intestino o colon irritabile è un disturbo funzionale dell'intestino che si manifesta con dolori addominali, gonfiori, alterazioni dell'alvo, che possono portare diarrea o costipazione, il tutto però, spesso senza una reale alterazione patologica dei tessuti, delle strutture o dell'assetto biochimico del tratto gastro-enterico. Per questo motivo si definisce funzionale, perchè riguarda un'alterazione della funzione del tratto intestinale, anche se spesso non si conoscono esattamente le cause per mancanza di oggettività patologica ai vari esami.
Il trattamento di questa sindrome contempla, in prima battuta, la modifica della dieta e delle abitudini alimentari, l'utilizzo di integratori a base di fibre e, secondariamente,  trattamenti psicoterapici e farmaci come antidepressivi triciclici o antispasmodici, in caso di intestino irritabile con diarrea, oppure farmaci agonisti della serotonina di tipo 4 per aumentare la motilità nei casi di intestino irritabile con costipazione [Schoenfeld 2005]. Molto spesso però i pazienti non rispondono a queste terapie, anche per la difficoltà di stabilire parametri di guarigione che non siano la sola autovalutazione.
Un aspetto sovente presente nei pazienti con intestino irritabile è l'alterazione della flora batterica.  Uno studio, recentemente apparso sul New England Journal of Medicine [Pimentel et al. 2011], dimostra che l'uso di un antibiotico come la rifaximina migliora le condizioni dei pazienti portando sollievo dalla coorte di sintomi.
rifaximina fonte en.wikipedia
La rifaximina è un antibiotico semisintetico, non sistemico, basato sulla rifamicina. Non sistemico significa che non è assorbito dall'organismo ma che agisce solo su ciò che è presente all'interno del tratto digestivo. Le rifamicine sono una famiglia di antibiotici (rifaximina, rifamicina sv, rifampicina, rifapentina e rifabutina) prodotte sia per via sintetica che da microrganismi come Amycolatopsis mediterranei. L'indicazione principale riguarda patologie come la tubercolosi e la lebbra, per la notevole attività contro i micobatteri. La rifaximina è usata anche nella diarrea del viaggiatore e nell'encefalopatia epatica. Il loro meccanismo d'azione è basato sull'inibizione della trascrizione del DNA batterico in mRNA batterico e quindi sull'interruzione della trasmissione dell'informazione genetica.
Pazienti con diagnosi di intestino irritabile (IBS irritable bowel syndrome)  senza costipazione, sono stati suddivisi in due gruppi: uno trattato con 550 mg di rifaximina tre volte al giorno per due settimane, l'altro con un'identica quantità di placebo. Lo studio è stato condotto in doppio cieco, controllato con placebo. La valutazione riguardava un'autovalutazione dei sintomi generali, un'autovalutazione del gonfiore, del dolore addominale e della consistenza delle feci durante le 4 settimane dopo il termine del trattamento.
I risultati hanno confermato che il gruppo che assumeva la rifaximina affermava di provare sollievo sia dai sintomi generali dell'intestino irritabile, in un numero di casi superiore a quelli che assumevano il placebo (40,7% della terapia con rifaximina  contro il 31,7% di quelli con placebo, P<0,001),  sia nel caso del gonfiore (40,2% contro 30,3%, P<0,001).
La sicurezza dei due trattamenti (rifaximina e placebo) era sovrapponibile, con 10 casi di effetti collaterali seri nel gruppo rifaximina e 15 casi nel gruppo placebo.
Nonostante sia spesso ritenuta una malattia psicosomatica, la sindrome da intestino irritabile è causa di notevoli peggioramenti nella qualità di vita, di perdite di giornate di lavoro e della richiesta di numerose prestazioni sanitarie. E' dunque importante ricercare presidi terapeutici che siano in grado di alleviarne la sintomatologia. 
Oltre alle asserite affermazioni dei pazienti altri dati sembrerebbero confermare l'effetto positivo della terapia antibiotica. Si tratta della normalizzazione del Breath-test al lattulosio, test che misura la presenza di batteri nel piccolo intestino. La sostanza ingerita, 13C-lattosio ureide non è assorbita nell'intestino mentre invece è metabolizzata dalle colonie batteriche presenti. Il metabolismo del lattosio ureide da parte dei batteri genera anidride carbonica marcata carbonio-13, la cui comparsa nel respiro indica il tempo di transito oro-cecale, misura della presenza e quantità  batterica.
Tre sono le possibili spiegazioni dell'effetto terapeutico della rifaximina che forniscono gli autori
  • la rifaximina riduce la quantità di batteri all'interno dell'intestino e con ciò si riduce anche la produzione di prodotti batterici che avevano influenza negativa sull'ospite
  • la riduzione della flora batterica diminuisce l'impegno locale della mucosa intestinale, come le risposte immunitarie, infiammatorie e così via
  • oppure, terza ipotesi, si verificano entrambe le situazioni, diminuzione della carica batterica e minore impegno della mucosa
Qualunque sia il modo la cosa notevole, aggiungono, è che l'antibiotico sembra influire sulle cause che alterano la normale flora intestinale. Ultima notazione: il fatto che, comunque, una consistente parte di soggetti non ha avuto benefici, lascia pensare che le cause della sindrome dell'intestino irritabile siano più di una.


______________________________________________________________________
Schoenfeld P., Efficacy of current drug therapies in irritable bowel syndrome: what works and does not work, Gastroenterol Clin North Am. 2005 Jun;34(2):319-35, viii.

Mark Pimentel, M.D., Anthony Lembo, M.D., William D. Chey, M.D., Salam Zakko, M.D., Yehuda Ringel, M.D., Jing Yu, Ph.D., Shadreck M. Mareya, Ph.D., Audrey L. Shaw, Ph.D., Enoch Bortey, Ph.D., and William P. Forbes, Rifaximin Therapy for Patients with Irritable Bowel Syndrome without Constipation,


http://www.sciencenews.org/view/generic/id/68422/title/Possible_relief_for_irritable_bowel

7 commenti:

  1. Buongiorno, io con la rifaximina non ho avuto alcun giovamento, ho invece notevoli e rapidi miglioramenti tutte le volte che uso amoxicillina con acido clavulanico.
    Alfredo

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  2. Seguendo il consiglio di Alfredo i fastidi sono scomparsi già dopo pochi minuti dall'assunzione del farmaco.

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    1. Per quanti giorni hai preso l'amoxicillina?io ho dolori addominalepesantezza di stomaco meteorismo aerofagia e flatulenza.aiuto non ne posso più.

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    2. Confermo anche io l'amoxicillina mi aiuta ogni volta che le feci iniziano a non formarsi più per colon psicosomatico. Io mi sono avvicinato all'amoxicillina dopo la mia prima infiammazione del colon per stress. Ho fatto l'esame delle feci e la sensibilità all'antibiotico. Ogni volta ne prendo una intera confezione per un ciclo di due settimane, una compressa al mattino. Dopo tre giorni i primi miglioramenti.

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    3. Ciao a tutti..
      anch'io ho scoperto che l'amoxicillina e acido clavulanico tolgono tutti i problemi ... ma è chiaro che non possiamo permetterci l'assunzione a vita di questo farmaco... avete nel frattempo aggiornamenti sul vs. stato di salute?

      Vi ringrazio moltissimo

      Pietro

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  3. Io sono stato operato all' intestino e mi manca circa 5 mt. di tenue ela parte dx del colon; soffro spesso di meteorismo e diarrea e appena prendo il Rifacol stò meglio..dovrei fare un ciclo una settimana al mese ma appena lascio mi ritornano le scariche. Ho optato per prendere 2 cp sempre..cosa ne dite ?? Può avere effetti collaterali ??
    Grazie

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  4. Salve a tutti so che questo post è vecchio ma ho il vostro stesso problema vorrei poter parlare meglio con chi come me sta bene durante l'assunzione di amoxillina e l'intestino torna perfettamente regolare e senza gonfiori.
    Ovviamente i medici non prendono sul serio il fatto che ogni volta che mi sono curata con augumentin per infezioni in bocca ho risolto per tutta la durata dell'assunzione del l'antibiotico il mio problem di intestino irritabile che non mi da tregua da 20 anni ormai.

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